Weekend partenopei, Giorno 2

Sapete quando uno si organizza tutto nei minimi dettagli, orari, mezzi, colazioni e chi più ne ha più ne metta? Ecco io sono uno che organizza sempre tutto ma che per un caso strano della vita alla fine faccio fare sempre al fato! La nostra sveglia suona alle 8 e per qualche mistico motivo ci alziamo alle 9.30, il traghetto per Procida è alle 10.45 quindi in un’ora e un quarto riusciamo benissimo a prepararci, fare colazione, andare al porto fare i biglietti magari anche aspettare un po. Non so come ma siamo arrivati al porto alle 10.30 nonostante dell’albergo ci fossero 15 minuti a piedi in una strada sostanzialmente dritta e con due navigatori presenti nei nostri smartphone. Ma nonostante la fortuna non sia con noi ci consente di prendere il traghetto. La navigazione è piacevole, all’interno c’è un bar, non è fornitissimo ma ha abbastanza per farti stare tranquillo.

Veniamo accolti a Procida da una bellissima borgata tutta colorata, viicino al porto di Marina Grande oltre al punto informazioni ci sono parecchi bar e negozietti di souvenir, che ovviamente ci hanno visti protagonisti fin da subito visto le temperature molto alte. Dopo un caffè ristoratore cominciamo la nostra visita per questa piccola bomboniera che è poco più grande di quattro kilometri quadrati. La prima sosta è poco lontano da dove ci ha lasciato il traghetto ed è la chiesetta di Santa Maria della pietà, una piccola chiesetta che affaccia sul mare. Molto sobria rispetto a quelle viste il giorno prima ma pur sempre molto bella. Continuiamo per le vie interne di Procida arrivando fino al santuario di Santa Maria delle grazie Incoronata da dove si rimane ammaliati da un panorama senza paragoni. Il santuario si affaccia su Terramurata e su Marina della Corricella, anche qui le piccole case colorate che si affacciano sulla baia formando un dipinto senza fine. 

Riprendendo la nostra camminata dobbiamo farci coraggio e affrontare la salita che ci aspetta, ma che con non poche soste fatte ovviamente per le foto e non perché siamo agili come delle tartarughe, arriviamo alla Terrazza del Belvedere che ancora una volta si affaccia su Terramurata e la sua baia, lasciandoci a bocca aperta. Un panorama stupendo che è va migliorando ogni metro in più che facciamo. Poco più in là, a strapiombo sul mare troviamo la chiesetta di Santa Margherita nuova che attualmente è usata per mostre ed incontri culturali. Purtroppo della vecchia chiesetta rimane ben poco poiché nel 1956 insieme al convento sottostante subirono importanti crolli dovuti al cedimento degli arconi che la sorreggevano. Ad oggi il convento deve essere ancora completato. 

Camminiamo in direzione dell’Abbazzia di San Michele Arcangelo, poco distante dal belvederepurtroppo non riusciamo a visitarla perché sono ormai le 13 ed è ora di chiusura. Decidiamo allora di andare a pranzo ma il posto che abbiamo scelto è lontano da dove siamo adesso, anche se il navigatore ci da 40 minuti a piedi fa troppo caldo così optiamo per un taxi. Prossima fermata, Marina di Chiaioiella. Arriviamo al ristornate Da Mariano, che affaccia direttamente sul porticciolo. Ci fanno accomodare, c’è poca gente per ora. Veniamo serviti velocemente e le portate erano una meglio dell’altra, un tripudio di sapori, le papille gustative sono in estasi. Paghiamo e chiediamo informazioni su cosa ci sia da visitare nelle vicinanze e scopriamo che, a pochi passi e dopo una piccola salita, c’è il ponte che porta all’Isola Vivara, un isolotto incontaminato che però anche qui non possiamo visitare per via di lavori di manutenzione al ponte che la collega a Procida.Torniamo così indietro un Po sconsolati ma pronti per la prossima tappa. Dieci minuti di taxi durante i quali il nostro autista ci ha fatto da Cicerone, raccontandoci un po di storia dell’isola e arriviamo alla spiaggia di Pozzo Vecchio, la spiaggia del film “Il Postino”, dove sostiamo un’oretta per un bagno e un po di sole.Al ritorno dalla spiaggia il taxista ci viene a prendere per portarci di nuovo a Marina Grande dove prenderemo l’aliscafo per Napoli. Durante il tragitto continua con i racconti sull’isola parlandoci delle feste che si tengono per i festeggiamenti pasquali, le varie sagre e avvenimenti. Da Aprile in poi di cose da fare ce n’è parecchie. Saliamo l’aliscafo lasciandoci alle spalle le casette colorate che ci Han tenuto compagnia tutta la giornata, abbiamo l’anima e il cuore piene di belle sensazioni. Tornati a Napoli ci fiondiamo in Hotel per rinfrescarci e prepararci per la sera. Anche questa sera pizza ma non nei vicoli, a Mergellina nella zona più ricca di Napoli. Ceniamo molto velocemente, i ragazzi sono veramente bravi. La nostra ultima sera nel paese del sole la passiamo nella passeggiata di Mergellina, c’è parecchia gente in giro complice la chiusura delle scuole. Si respira un’aria di festa e di spensieratezza che fa bene all’anima. Mentre camminjamo in direzione Piazza del Plebiscito alcuni fuochi d’artificio catturano la nostra attenzione, li ammiriamo ma purtroppo durano poco. Questa sera a farci compagnia c’è la luna che si specchia sul mare ed illumina il Vesuvio e ci accompagna fino alla fine di questa bellissima giornata.  Due giorni sono veramente pochi per poter anche solo assaporare la cultura Partenopea. Napoli in se offre molto da fare, da Napoli sotterranea, la galleria borbonica, il Vomero, la salita verso la bocca del Vesuvio e molto altro. Per non parlare di quello che è attorno Napoli come Capri, la costiera Amalfitana, Pompei, Ercolano… Non è stata la prima volta, non sarà l’ultima che visito Napoli, ogni volta ci lascio un pezzo di cuore. 

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