Un altro giro di giostra è un insegnamento alla vita

«Viaggiare era sempre stato per me un modo di vivere e ora avevo preso la malattia come un altro viaggio: un viaggio involontario, non previsto, per il quale non avevo carte geografiche, per il quale non mi ero in alcun modo preparato, ma che di tutti i viaggi fatti fino ad allora era il più impegnativo, il più intenso».  

Tiziano Terzani

Per quanto mi riguarda è il libro più bello letto finora. Questo racconto parla dell’ultimo viaggio dello scrittore su questa terra, dovuto alla scoperta di una malattia difficilmente curabile se non con rimedi estremi che comprometto fisico e mente; bisogna mettercela tutta e crederci davvero nella cura della chemio, psicologicamente parlando non ci si può permettere crolli. Quest’uomo prima di ricevere la terribile notizia porta con se un bagaglio di esperienze come pochi al mondo, un giornalista e scrittore italiano, ha viaggiato con ogni mezzo esistente per il mondo, in Asia ha vissuto guerre e ne ha scritto al riguardo. La scoperta del cancro non lo ferma e ancora una volta intraprende un viaggio che lo porterà a girare il mondo in cerca di una cura, ma senza rendersene conto inizierà un viaggio interiore che solo grazie alla malattia intraprende.

 “…dopo un po’, la meta del mio viaggio non era più la cura per il mio cancro, ma per la malattia che ci affligge tutti: la mortalità”.

È un libro stupendo dall’inizio alla fine, non c’è pagina in cui Terzani non trasmetta le sensazioni a cui fa fronte, attraverso queste pagine riesce a farti vivere la lotta a questa malattia che uccide senza riguardo chiunque, non importa l’età, il paese d’appartenenza, ricchezza o povertà non fa alcuna differenza, tutti diventano vulnerabili e vengono messi spalle al muro con la realtà, e cioè che siamo mortali e di passaggio su questa terra. Nella nostra società è ancora un tabù, evitiamo di parlarne e cerchiamo di non pensarci, l’autore del libro non solo affronta il disturbo che lentamente si nutre di lui, ma descrive passo dopo passo quello che succede durante il viaggio con il suo stile, a mio parere unico, e quello che prova, accettando ogni cambiamento nella sua vita in maniera matura, consapevole del fatto che potrebbe non sopravvivere. Riporto tre lezioni di vita che più hanno colpito il mio essere in questo libro, vorrei che parte dei suoi insegnamenti vengano condivisi con tutti.   

Il silenzio   

“Meraviglioso il silenzio! Eppure noi moderni, forse perché lo identifichiamo con la morte, lo evitiamo, ne abbiamo quasi paura. Abbiamo perso l’abitudine a stare zitti, a stare soli. Se abbiamo un problema, se ci sentiamo prendere dallo sgomento preferiamo correre a frastornarci con qualche rumore, a mischiarci a una folla anziché metterci da un parte, in silenzio, a riflettere. Uno sbaglio, perché il silenzio è l’esperienza originario dell’uomo. Senza silenzio non c’è parola. Non c’è musica. Senza silenzio non si sente. Solo nel silenzio è possibile tornare in sintonia con noi stessi, ritrovare il legame fra il nostro corpo e tutto quel che ci sta dietro.”

Terzani descrive perfettamente l’importanza del silenzio, unico mezzo per connetterci con noi stessi e con il mondo intero. Siamo intontiti da un inquinamento acustico senza precedenti nella storia e non ce ne rendiamo conto. Tutti questi suoni distraggono la nostra mente e ci fanno perdere la connessione con noi stessi. I momenti in silenzio sono pura pace.

La ragione

“[…] mi avevano rafforzato all’idea che la soluzione ai problemi umani non può venire dalla ragione, perché proprio la ragione è all’origine di gran parte di quei problemi. La ragione è dietro all’efficienza che sta progressivamente disumanizzando le nostre vite e distruggendo la terra da cui dipendiamo. La ragione è dietro alla violenza con cui crediamo di mettere fine alla violenza. […] La ragione, che pur ci è stata di grande aiuto e ha contribuito al nostro benessere, soprattutto quello materiale, ci ha ora messo in catene. […] Se la ragione con i suoi prodotti, come le ideologie e le religioni, operando nel mondo fuori, era fallita nel compito di migliorare condizione umana, sempre più dominata da sentimenti di separazione e dalla violenza, era sensato guardare dentro all’uomo stesso per cercare una soluzione diversa. Forse siamo seduti sulla soluzione. Forse noi siamo la soluzione purché si sia capaci di sfuggire alla schiavitù del pensiero prestabilito, dell’esperienza di ciò che crediamo di sapere, per poter riconquistare la libertà dell’immaginazione e uno spazio su cui esercitare la nostra fantasia. A volte pare, e certe pareva così anche a me, che lasciare la terra ferma della ragione per quella incerta della non-ragione, sia un rischio, ma è un rischio che, a pensarci bene, già conosciamo, anche se tendiamo a dimenticarcelo. Che cos’è l’amore se non la negazione della ragione? Allora perché non provare a sragionare come si fa nell’amore? Perché non rifiutare gli automatismi della mente razionale che sono alla base di tutto il nostro modo di vedere il mondo?”

Qui l’autore centra perfettamente dove la nostra società ha miseramente fallito e dove le religioni non sono state in grado di migliorare le nostre vite, si è creato un divario tra uomini che ci ha spinto sempre più lontano gli uni dagli altri. La ragione a volte porta con se conseguenze disastrose come guerre e ideologie che ci rendono schiavi. La soluzione a tutto questo male risiede nella non ragione, la stessa che usiamo quando amiamo, quella forza che ci rende leggeri e spensierati, dove non c’è spazio per guerre o catene sociali.  

Alla fine

“Alla fine tutto va messo alla prova: le idee, i propositi, quel che si crede di aver capito e i progressi che si pensa di aver fatto. E il banco di questa prova è uno solo: la propria vita. […] E che cos’è un lieto fine? […] A conti fatti anche tutto il malanno di cui ho scritto è stato un bene o un male? È stato, e questo è l’importante. È stato, e con questo mi ha aiutato, perché senza quel malanno non avrei mai fatto il viaggio che ho fatto, non mi sarei mai posto le domande che, almeno per me contavano. […] Vivo ora, qui, con la sensazione che l’universo è straordinario, che niente, mai succede per caso e che la vita è una continua scoperta.“

Terzani si rende conto che tutto quello che ha passato, tutte le sue conoscenze e tutto quello che pensa di aver capito della vita vada messo in discussione. È la vita stessa che glielo impone. Tutto è accaduto per una ragione, non cerca il lieto fine della storia. È stato ed è l’unica cosa che conta, ha trovato le risposte che cercava e lo deve grazie alla malattia. Non si è mai arreso, fino alla fine ha cercato di avere la meglio, ma non contro la sua malattia, bensì contro il senso della vita e il pensiero prestabilito che abbiamo di essa.

A Tiziano Terzani dedico queste poche righe come ringraziamento personale per i capolavori lasciati, tra cui questo libro. È stato fonte d’ispirazione e riflessione personale, sulla vita e il suo significato.

“Ogni giorno è davvero un altro giro di giostra!”  

Pubblicato da Pi.Anto

Viaggio con la mente da quando sono nato e con il corpo da quando ho avuto la possibilità. Cerco di capire me stesso e il mondo che mi circonda senza impazzire.

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