La dura legge di Bangkok

Se c’è una cosa che Bangkok può insegnare è vivere. Mi spiego, questa enorme città è la più estesa e popolosa della nazione, capitale della Thailandia con più di 10 milioni di abitanti, è tra le città più popolose e trafficate al mondo nonché una delle destinazioni preferite del turismo mondiale.

Bangkok

É diventata particolarmente famosa dopo il film “Una notte da leoni 2” ambientato proprio in questa metropoli, dove viene messo in mostra in maniera divertente quel che può succedere una qualsiasi notte di un qualsiasi giorno in città, perché Bangkok è si ospitale e ricca di cultura, ma possiede anche un lato oscuro con cui non bisogna scherzare troppo, ha le sue regole e i suoi segreti, e vanno rispettati, meglio non mettersi contro i thailandesi perché qualsiasi cosa succeda tu sei e rimarrai lo straniero da spennare, poco importa che tu abbia ragione o no. Anche i poliziotti non vedono l’ora di trovare un’occasione per metterti in cella, chiederti dei soldi per poi lasciarti andare. Bangkok è tutto, è divertimento, arte, cultura, tradizioni, musica, cibo ma anche alcol, droga, prostituzione, scommesse, contraffazione, estorsioni e riciclaggio. Bangkok è magia, un caos ordinato dove tutto è possibile, d’altronde il detto dice “Quello che succede a Bangkok, rimane a Bangkok”. 

Sono stato nella capitale in tre diverse occasioni tra il 2017 e il 2019, ho gironzolando per la città con i mezzi pubblici, tuk tuk, taxi e a piedi, ma devo dire che amo particolarmente camminare in questa grande metropoli urbana, perché è l’unico modo per godersi appieno le piccole sfumature che si presentano solo con un’andatura lenta. Si possono osservare le persone e ci si può godere dei loro sorrisi amichevoli, fiutare gli odori della città con i suoi profumi intensi e notare lo stile di vita thailandese, a mio parere come pochi al mondo.

Khaosan Road

Vorrei condividere questo aneddoto divertente che ho vissuto personalmente a Bangkok, perché penso possa essere utile a tutti e sia una regola valida ovunque nel mondo. É stata una lezione di vita che non dimenticherò di certo, poteva andarmi peggio, ma per fortuna posso raccontarla con il sorriso. 

Era il dicembre del 2019, mi trovavo a Bangkok di passaggio, stavo attraversando il paese da sud verso nord come tappa intermedia del viaggio. Lo scopo della permanenza in Thailandia era quella d’incontrare degli amici conosciuti in Australia, per qualche giorno, e di fermarmi per un mese o due nel nord del paese per imparare la tecnica dei massaggi thailandesi, volevo frequentare una scuola e guadagnarmi un certificato. Inizialmente ero indeciso, ho pensato di prolungare il soggiorno nella capitale e cercare una scuola adatta, mi divertiva l’idea di abitare per un po’ in una delle città più pazze del Sud-Est asiatico, ma dopo un solo giorno mi sono reso conto che passare più di un mese in quel caldo infernale, con quell’aria irrespirabile per lo smog e un chiasso assordante giorno e notte, non era la migliore delle idee, d’altronde, non ero lì per divertirmi tutte le notti, volevo imparare parte della cultura thai e portarla con me in futuro. La cosa più bella del viaggiare è potersi godere nuove culture, assorbire parte delle tradizioni e farne una parte di te, così che quella porzione di mondo diventi un tutt’uno con il tuo essere. Imparare il famoso massaggio thailandese è stata un’ottima occasione. 

Una volta stabilito di rimanere in città solo due giorni, ho deciso di spostarmi per lo più a piedi per godermi tranquillamente zone della città a me sconosciute. Mentre passeggiavo a caso tra i distretti della metropoli mi sono fermato in un 7-Eleven per comprare una bottiglia d’acqua (i 7-Eleven sono una catena di negozi alimentari presenti ovunque nel paese). Mentre faccio l’acquisto noto un signore thailandese che mi guarda e mi sorride, fin qui nulla di strano, succede spesso in Asia, le persone sono amichevoli e ti regalano sempre un sorriso, è una delle cose che più amo dell’Oriente. Esco dal minimarket, con l’intenzione di proseguire il mio vagabondaggio per la città, quando improvvisamente sento qualcuno arrivare alle mie spalle quasi di corsa. Istintivamente mi giro e mi ritrovo l’uomo visto poco prima davanti, si ferma, e con aria interessata inizia a parlarmi, anche qui nulla di strano, succede molto spesso che le persone in Asia vogliano parlare con uno straniero, anche solo per pochi minuti, sono molto curiosi e socievoli, capita anche che vogliano esercitare il loro inglese o semplicemente provare a venderti qualcosa. Era una persona tra la cinquantina e la sessantina credo, statura di un asiatico medio, non molto alto quindi, pochi capelli in testa con un’aria annoiata, la conversazione inizia come tante altre, mi chiede (in inglese):
“Da dove vieni?”
“Ti piace la Thailandia?”
“Dove vivi?”
“Viaggi da solo?”
“Perché sei in Thailandia?”
Rispondo con semplicità e onestà riguardo me stesso, spiego all’uomo che il mio soggiorno in Thailandia ha l’obiettivo di frequentare una scuola di massaggi per un mese, ma probabilmente a Chiang Mai perché è molto meno caotica. Lui mi dà ragione con aria quasi dispiaciuta, d’altronde sa benissimo che il nord del paese è molto più tranquillo e abitabile. Mi dice:
“Senti, io affitto alloggi se ti interessa, nel caso tu voglia rimanere di più a Bangkok.”

Subito ho pensato: ah, ecco perché mi ha fermato, probabilmente possiede un ostello e vuole propormi di soggiornare li.
Lui continua: “puoi rimanere un mese o anche di più se vuoi, è proprio qui vicino, solo 200 metri, vieni a vedere con i tuoi occhi.”
Mi dico tra me e me, ma si, sono qui a gironzolare, posso permettermi 20 minuti per visitare una casa, non ho mai visto un appartamento a Bangkok, mal che vada ho un contatto per il futuro, nel caso io voglia rimanere di più in città senza il bisogno di andare in ostello.
Rispondo: “andiamo, fammi vedere questa casa, magari un giorno potrebbe tornarmi utile”.
Ci incamminiamo verso l’appartamento ed effettivamente non mentiva, era davvero molto vicino il portone d’ingresso.
Una volta aperto saliamo le scale, dopo la prima rampa ci troviamo davanti un secondo portone formato da sbarre in ferro, probabilmente per rendere più complicata la vita a possibili ladri.
Continuiamo a salire per un paio di piani, ci dirigiamo verso un corridoio sulla destra; struttura niente male anche se molto vecchia, molte porte per ogni piano, probabilmente gli alloggi sono molto piccoli e abitati da più famiglie o persone. Arriviamo davanti la porta. Apre e dice: “vieni”.

Dopo il primo passo all’interno, mi rendo conto che l’alloggio di cui mi parlava era in realtà una stanza, nel senso, solo esclusivamente una stanza, senza bagno, giusto lo spazio necessario per un letto e un armadietto con qualche vestito, qualche oggetto personale su un tavolino e un cuociriso per mangiare, era evidente che quelle poche cose erano le sue, lui lì ci abitava, era casa sua!

Un miniappartamneto in Asia

Il signore si siede sul letto e mi fa segno di fare altrettanto battendo con il palmo della mano accanto a lui. Mi siedo. La porta rimane aperta. 
Tutto diventa molto strano, mi guardo intorno, notando gli effetti personali sparsi per la camera e iniziano a frullarmi in testa molte domande: perché ha detto di affittare alloggi? Come fa ad abitare qui? E adesso? Sul momento provo del dispiacere per lui, non dev’essere facile abitare in quella stanza con mezza finestra e senza bagno.
Io dico: “è proprio carino” non sapendo cosa dire.
Lui: “sei fidanzato?”
Questa è una domanda strana in un contesto strano. Penso
Rispondo: “no, viaggio molto e mi sposto molto, è più semplice farlo da solo”.
Non mi sento più a mio agio con lui, inizio a chiedermi cosa ci faccia in quella stanza, seduto su un letto, in un condominio qualsiasi, in una delle città più grandi del mondo, senza che nessuno sappia esattamente dove e perché.
Dopo la mia risposta lui mi domanda senza esitazione: “vuoi un massaggio?”
Cazzo! Questo mi si vuole fare! Mi ha portato a casa con l’intenzione di avere un rapporto, PERCHÉ SONO IN QUESTA STANZA CON LUI?
Tutto diventa chiaro, tra l’imbarazzo e la voglia di mandarlo a quel paese rispondo educatamente: “no grazie, devo proprio andare adesso”.
Mi alzo e faccio quel passo e mezzo sufficiente per essere fuori dalla stanza.
Mi dirigo verso le scale.
Lui mi è dietro, mi dice “aspetta, aspetta”.
Siamo entrambi nel pianerottolo del condominio, appena fuori dalla stanza, mi giro e vedo che tira fuori qualche Baht thailandese (moneta della Thailandia) dal taschino della camicia.
Con 40 Baht (equivalgono a circa un euro)  in mano mi chiede:
“Posso farti un pomp**o?”
Dalla mia bocca esce solo un: “Cosa???”

Io non credo alle mie orecchie, rimango sorpreso e divertito. Quest’uomo sta cercando di comprarmi come una prostituta, al prezzo di 40 Baht (1 euro), è offensivo sotto ogni aspetto. Cioè valgo così poco?

La situazione è ormai tragicomica, al che decido semplicemente di girarmi dicendo “devo andare”, dirigendomi senza fermarmi verso le scale.
Mentre scendevo le scale sento la sua voce: “Byeeeee”
Mi esce spontaneamente dal cuore, in italiano: “Ma vattene a fanculo”. 
Fortunatamente entrambi i portoni prevedevano un tasto di apertura dall’interno, quindi non è stato difficile uscire dall’edificio. 

Uscito dalla trappola, cammino sbalordito e divertito ripensando a quello che mi è appena successo.
La cosa decisamente chiara è:

QUANDO DA BAMBINO, I TUOI GENITORI, TI DICONO DI NON SEGUIRE A CASA GLI SCONOSCIUTI, QUELLA  STESSA REGOLA VALE ANCHE A 30 ANNI. 

Certo non mi aspettavo un signore di mezza età con un interesse per me. Quando sei un uomo certi problemi non te li poni, non pensi mai che qualcuno voglia abusare di te. Questo episodio mi ha reso cosciente del pericolo che una donna qualsiasi, in una città qualsiasi, può subire per via di qualche maniaco. Se si pensa poi che la maggior parte delle violenze proviene da una persona che si conosce, è veramente angosciante vivere con questo pericolo costante.

C’è da dire che poteva andarmi peggio, potevano essere in gruppo e derubarmi, poteva essere armato. Per mia fortuna era solo pervertito di mezza età.
Di sicuro Bangkok mi ha insegnato una lezione importante che vale la pena tenere a mente ovunque ci si trovi nel mondo. 

Pubblicato da Pi.Anto

Viaggio con la mente da quando sono nato e con il corpo da quando ho avuto la possibilità. Cerco di capire me stesso e il mondo che mi circonda senza impazzire.

2 pensieri riguardo “La dura legge di Bangkok

  1. Quando si è in un paese straniero ma anche del tuo paese mai seguire uno sconosciuto, anche io l’ho imparato a mie spese, ma alla fine mi è andata bene, sono stata fortunata

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