Tra la vita reale e quella online

4–6 minuti

“Gli uomini sono diventati gli strumenti dei loro stessi strumenti.”

Henry David Thoreau

Un mondo online

C’è da ammettere che la nostra vita è diventata molto più semplice sotto certi aspetti: le comunicazioni in tempo reale ci hanno permesso di migliorare l’accesso alle informazioni, il collegamento con una connessione globale offre migliori opportunità di lavoro e un perfezionamento notevole delle aziende, che possono crescere e assumere professionisti da ogni parte del globo.

Ma a che prezzo stiamo pagando tutto questo?

Siamo tutti connessi, possiamo avere contatti in ogni parte del mondo, parlare e interagire con persone che si trovano in fusi orari diversi dai nostri, avere notizie e informazioni immediatamente. Chiamate, videochiamate, messaggi, email, video, audio, ma anche conti bancari, compravendita di prodotti e partecipazioni a eventi o corsi. Non c’è limite al potere dei mezzi di comunicazione elettronica che ci rendono quotidianamente collegati.

Negli ultimi anni, la vita sociale del mondo intero è cambiata radicalmente. Quanto ci sembrano lontani quegli anni in cui la tecnologia non era alla portata di tutti? Quando non avevamo smartphone e non tutti possedevamo internet a casa? 

Sembra quasi strano pensare a come passavamo le nostre giornate prima della tecnologia, eppure sono passati soltanto pochi anni. Questi ultimi vent’anni hanno completamente rivoluzionato il nostro modo di vivere e le relazioni sociali. 

Che tipo di società abbiamo ora?

Photo by camilo jimenez 

Se ci fermiamo un attimo a riflettere sui risultati che questa connessione globale ha avuto sui rapporti, non possiamo sorvolare sui danni evidenti che la caratterizzano: 

Le differenze sociali

La tecnologia è costosa e potersi permettere continuamente gli ultimi modelli sta creando un divario sociale sempre più marcato.

Meno legami sociali

Le vecchie generazioni hanno creato legami forti e duraturi investendo tempo insieme. Oggi sono sempre più frequenti i legami virtuali, mantenuti esclusivamente attraverso uno schermo. Il contatto personale si sta svalutando.

Siamo più pigri

Avere sempre la risposta pronta grazie a Google ci ha reso pigri e facilmente suscettibili allo stress. 

Mancanza della privacy

I social network ci hanno privato di gran parte della nostra privacy. Spesso, siamo noi a fornire più informazioni di quanto immaginiamo, consegnandole inconsapevolmente a decine di aziende. Ormai ogni sito web traccia tutti i nostri movimenti online. 

Aumento del bullismo

Con la tecnologia, gli episodi di bullismo sono aumentati vertiginosamente. Non è raro che delle vite vengano rovinate da video o foto che, una volta messi in rete, diventano quasi impossibili da eliminare. Gli abusi e i soprusi su internet sono un problema molto serio, soprattutto tra i giovani. 

Distinguere il vero dal falso

Umberto Eco ha giustamente fatto notare che “I social permettono alle persone di restare in contatto tra loro, ma danno anche diritto di parola a legioni di imbecilli”.

Uno dei problemi evidenti della rete è che una massa incontrollata di persone, ogni giorno, pubblica contenuti ed esprime idee e opinioni sbagliate, attingendo spesso a informazioni non veritiere, provenienti da fonti ingannevoli.  

La totale mancanza di controllo delle informazioni rende il mondo un posto confuso, al punto che non siamo più certi di nulla.  

Non riusciamo a distinguere la verità dalle menzogne, e su ogni notizia prevalgono dubbi e scetticismo. 

Ma non solo. Quando siamo online, è ormai normale avere a che fare con persone aggressive e maleducate, che sfogano la loro rabbia e frustrazione attraverso canali di comunicazione digitali. Facebook, ad esempio, sembra una gabbia di scimmie impazzite pronte a insultare e bullizzare alla minima occasione. Che poi, forse, è l’esatto riflesso di una società stanca e frustrata, sull’orlo di un esaurimento nervoso.

Alla ricerca della gloria

Chi non ha mai sognato di diventare famoso almeno una volta nella vita? I social hanno permesso molte persone di farsi conoscere e di mettere in luce talenti nascosti. E questo è un bene!

Ma purtroppo, questa corsa alla popolarità ha anche invaso il mondo online di inutili scene, che si ripetono in continuazione come un copia-e-incolla. Non c’è nulla di male, sia chiaro, ma si tratta di foto e video già visti decine di volte. Oppure di prove di stupidità al limite dell’assurdo, dove alcuni perdono persino la vita in cerca di un po’ di gloria. Qualcuno la chiama selezione naturale, ma in ogni caso è tragico perdere la vita per un breve momento di fama.

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La vera vita è offline

Zygmunt Bauman nel suo libro Amore Liquido (che consiglio)  parla delle relazioni sociali moderne:

I legami sono stati sostituiti dalle “connessioni“. Mentre i legami richiedono impegno, ‘connettere’ e ‘disconnettere’ è un gioco da bambini. Su Facebook si possono avere centinaia di amici muovendo un dito. Farsi degli amici offline è più complicato. Ciò che si guadagna in quantità si perde in qualità. Ciò che si guadagna in facilità (scambiata per libertà) si perde in sicurezza“. 

È sbagliato pensare che un “ti voglio bene” inviato sul gruppo WhatsApp della famiglia basti a sistemare tutto, che un “like” dato a una ragazza basti a far capire le proprie intenzioni, o che bloccare qualcuno sui social significhi davvero eliminarlo dalla Terra.

Non dobbiamo dimenticare che un rapporto online non ha lo stesso calore di uno sguard né lascia la stessa sensazione di un incontro di persona.

Photo by Priscilla Du Preez

Per quanto possa essere facile interagire tramite il nostro telefono ed essere sempre in contatto con decine di persone, nulla potrà mai sostituire la presenza fisica di qualcuno. Le sensazioni e le emozioni che si provano quando ci si incontra, quando ci si dice le cose in faccia, guardandosi negli occhi e mettendo a nudo se stessi con le proprie espressioni facciali, la propria voce e il proprio corpo, sono valori importanti che non possono essere sostituiti dagli schermi.

L’amicizia, l’amore e tutte le relazioni sono un impegno: richiedono responsabilità e devono essere sempre coltivate.

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