Il mio digiuno di 7 giorni (fatto meglio stavolta) 

8–12 minuti

“Si dice che l’appetito vien mangiando, ma in realtà viene a stare digiuni.”

Totò

A poco più di un anno di distanza, abbiamo deciso di metterci nuovamente alla prova. Pronti per l’imminente primavera, io e la mia complice partner abbiamo scelto (anche se è stata più una sua idea che mia) di pulire il nostro corpo e dare al digiuno un’altra possibilità. 

Questa volta si è unita a noi un’amica, una persona che ha sperimentato il digiuno di una settimana almeno sei o sette volte nella sua vita, fino a un massimo di dieci giorni, inclusa un’esperienza in una clinica in Germania, dove è stata seguita sotto controllo medico. Una vera esperta ormai. 

È stato proprio grazie a lei che abbiamo ricevuto i suggerimenti necessari per affrontare la settimana in modo meno difficile e sentirci meglio durante il digiuno. 

Non starò qui a descrivere giorno per giorno come ci siamo sentiti o cosa è successo, come ho fatto nell’altro post, quando abbiamo affrontato il nostro primo digiuno di sette giorni ← clicca qui per leggerlo.

Questa volta vorrei concentrarmi su ciò che ha reso questo digiuno più semplice e sui motivi per cui è stato affrontato meglio.

Chiarisco prima di tutto che tutto ciò che scrivo e che racconto è frutto di un’esperienza personale. Non sono un medico e non consiglio intraprendere un digiuno così prolungato senza consultare persone competenti. Io conosco il mio corpo, sono in salute e ho una relazione equilibrata con il cibo. Lo stesso vale per la mia partner. 

Negli ultimi diciotto mesi, ho fatto un paio di digiuni brevi di uno o due giorni. Più spesso si pratica questa esperienza, anche se di breve durata, più si impara ad affrontarla. Il nostro corpo, ma soprattutto la nostra mente, si adatta gradualmente alla mancanza di cibo. 

Questa volta ero psicologicamente pronto alle sensazioni che avrei provato, ai momenti difficili e al tipo di stress che avrei dovuto gestire. Questo, in primo luogo, è il consiglio principale che posso dare a chi vuole provare provare: inizia con periodi brevi, abituati lentamente alla sensazione iniziale di fame e non lasciare che ti sopraffaccia. 

Questa preparazione è stata fondamentale per rendere l’esperienza più affrontabile. 

Tuttavia, nonostante fossi pronto, devo ammettere che il secondo e il terzo giorno sono stati comunque i più difficili. 

Inoltre, questa volta abbiamo deciso di seguire alcuni passaggi specifici per ripulire il nostro intestino.

Di questo, però, parlerò alla fine, perché merita un approfondimento.

Prima di cominciare il digiuno:

I giorni precedenti al digiuno sono stati pianificati e organizzati molto meglio rispetto all’ultima volta. Pasta, pane e cibi spazzatura sono stati evitati, mentre verdure, frutta e un po’ di riso hanno costituito la base della nostra alimentazione nei due giorni precedenti alla settimana senza calorie.

Anche questo ha reso l’esperienza più gestibile e meno faticosa. Lo stomaco non era carico di zuccheri e carboidrati, cosa che ha sicuramente aiutato. Lo so, dovrebbe essere normale, ma, nonostante le nostre abitudini alimentari non siano particolarmente squilibrate o ricche di grassi, una certa preparazione si è comunque rivelata fondamentale anche per noi.  

Inizio:

Il primo giorno, e soltanto quello, abbiamo bevuto mezzo cucchiaino di sale inglese diluito in acqua. Il magnesio solfato, anche noto come solfato di magnesio, sale di Epsom o sale inglese è un lassativo e agisce in poco tempo, ma possono passare anche due o tre ore dall’assunzione. Per questo motivo, non suggerisco di assumerlo prima di uscire. Si diluisce in un bicchiere d’acqua tiepida e, come ci si può immaginare, serve ad andare in bagno. 

Il sale di Epsom non ha nulla a che vedere con il sale da cucina. Gli è stato attribuito il nome di “sale” per via della sua struttura chimica, essendo, a tutti gli effetti, il sale di magnesio dell’acido solforico.

Questa prima fase è stata per noi l’inizio della pulizia dell’intestino. 

Durante la settimana:

Ogni mattina, per i successivi sette giorni, ci siamo concessi 250 ml di succo d’arancia diluito con acqua, fino a raggiungere un totale di 500 ml di bevanda. Questa breve scarica di energia ha reso le mattine più piacevoli. Abbiamo invece completamente evitato la caffeina, che di norma consumiamo quotidianamente. 

Qualsiasi succo sarebbe andato bene, ma noi amiamo particolarmente l’arancia. 

Durante il giorno è importante concedersi qualcosa che abbia un sapore. Un digiuno prolungato non dev’essere più tortuoso di quanto già sia. Un tè o una bevande con un po’ di limone possono aiutare a sentirsi meglio. L’importante è evitare bevande contenenti zuccheri o dannose per la salute: non avrebbe senso digiunare bevendo Coca-Cola. 

È normale, durante questo periodo, desiderare assaporare qualsiasi cosa, non solo perché mangiare è piacevole, ma anche perché il corpo sente la mancanza del cibo. Oltre a imparare a gestire la fame, bisogna adattarsi e trovare un modo alternativo per occupare il tempo, che solitamente dedichiamo ai pasti. Le ore che trascorriamo quotidianamente a tavola sembrano improvvisamente interminabili. Questo intervallo di tempo diventa inizialmente un vuoto nella giornata, dato che fin dalla nascita siamo abituati a dedicarlo al cibo.
Ad esempio, per me il pranzo è solitamente dalle 12:00 alle 13:00. Durante il digiuno, ho trovato che queste ore, in particolare, sembrassero eterne e difficili da superare. 

Il mio suggerimento è: trova il modo di passare quell’arco della giornata mantenendo la mente impegnata con altre attività. 

Un altro aspetto altrettanto importante è trovare del tempo per se stessi. Camminare nella natura, rilassarsi e ascoltare il proprio corpo sono elementi fondamentali di questo processo. Poiché il corpo è costantemente sotto stress, è essenziale averne cura e ascoltarlo il più possibile. Inoltre, per non perdere troppa massa muscolare, è consigliabile fare una leggera attività fisica. L’organismo trasformerà in energia ciò che non viene utilizzato durante il digiuno – come ad esempio tessuto adiposo e muscoli – per convertire e conservare i combustibili necessari al corpo.

Mangiare senza mangiare: 

Photo by charlesdeluvio

La vera differenza che ci ha aiutato più di tutto è stata bere la zuppa di verdure (non minestrone). 

A differenza della prima esperienza, in cui abbiamo evitato qualsiasi tipo di bevanda, a parte acqua e tè, questa volta ci siamo concessi delle fantastiche zuppe. 

Il semplice fatto di inserire nell’organismo le vitamine e i minerali presenti in una zuppa di verdure ha cambiato completamente il modo di affrontare la settimana. 

Certo, non è come mangiare e nemmeno c’è bisogno di masticare, ma al corpo si fa un gran piacere. Questo è stato il segreto che ha reso tutta la settimana più facile, scansando i morsi della fame. Ci siamo sentiti meno stanchi rispetto al nostro primo digiuno di una settimana, e le sere, nonostante la fame, il gesto di sedersi a tavola e gustare qualcosa è stato immensamente appagante. 

Cambiare ingredienti rende anche il tutto un po’ diverso. Non abbiamo mai aggiunto dadi per insaporire o altro al di fuori delle verdure messe a bollire e un pizzico di sale. Per non fare sprechi, la verdura bollita non è stata gettata via, ma congelata e poi utilizzata successivamente.

Questo non basta a rendere la settimana facile; in ogni caso, è una bella sfida psicologica. Per fare un esempio, un diguino è come un’escursione in salita. È impegnativo, ma ci si gode il viaggio nonostante la fatica. Bisogna adeguarsi, perché il corpo chiede – e normalmente viene appagato – cibo, da cui trae enorme piacere. Sfamarsi è una parte fondamentale della nostra vita. Quello che si guadagna da questa esperienza è tanta consapevolezza e una profonda conoscenza di se stessi. Perché sì, rimpinzarsi è fonte di felicità, e oggigiorno, come non mai, ne siamo schiavi in maniera non salutare. 

Pulizia dell’intestino: 

Photo by julien Tromeur 

Questa è la parte meno piacevole e più difficile da descrivere. 

Per la pulizia dell’intestino, oltre a prendere il sale inglese il primo giorno, abbiamo deciso di fare qualcosa di più profondo. 

La pulizia intestinale può essere vista come un “lavaggio” finalizzato a liberare l’intestino, in modo più o meno profondo, da residui e dai materiali di scarto che vi si accumulano. Esistono diversi modi per farla, e se volete approfondire l’argomento: potete trovate maggiori informazioni qui.

Noi abbiamo optato per il metodo più semplice: un irrigatore acquistato in farmacia. Usato con acqua tiepida la sera, ci ha permesso di pulire accuratamente il nostro intestino crasso. È sorprendente ciò che può accumularsi nel tratto digestivo.

Il lavaggio del colon è una pratica usata fin dall’antichità, che affonda le proprie radici nella medicina egizia (come documentato in un testo risalente al 1500 a.C.). Questa pratica serve a rimuovere tutti i residui e le scorie che ristagnano nell’intestino.

Il principio che sta alla base di questa pratica, è che un colon invaso da tossine, può essere una delle cause principali di uno stato di salute non ottimale, contribuendo nel lungo periodo a una serie di disturbi e problemi.

I benefici dell’idrocolonterapia, o la pulizia del colon, sono numerosi e coinvolgono tutto l’organismo. Essa può curare patologie specifiche, rinforzare il sistema immunitario, prevenire malattie degenerative e migliorare le condizioni di salute e benessere generale.

Finito il digiuno:

Per i primi giorni dopo la fine del digiuno, è fondamentale andarci decisamente piano. 

Mangiare cibo sano e senza zuccheri è essenziale per abituare di nuovo l’organismo a digerire senza sovraccaricarlo improvvisamente con proteine, lipidi, glucidi, vitamine e minerali. Noi abbiamo mangiato mele cotte, zuppe (questa volta con la verdura) e succhi di frutta. 

Ci sono voluti alcuni giorni per abituare il nostro corpo, ma lentamente tutto è tornato alla normalità, in modo più salutare. Abbiamo perso diversi kg durante la settimana, ma nel giro di poche settimane quasi tutto è tornato. Ho iniziato a fare esercizi dopo il digiuno per permettere al mio corpo non solo di recuperare il peso, ma anche di riacquistare massa muscolare. 

Ci siamo sentiti tutti e tre bene durante l’intera settimana. A parte alti e bassi di umore, causati dalla mancanza di cibo, tutto è andato liscio. 

É stato bello riprendere a mangiare. I giorni successivi al digiuno sono stati una vera e propria celebrazione. Ogni pasto, anche se piccolo, è stato una gioia e aveva un sapore speciale. Siamo amanti del cibo e non amiamo saltare i pasti, come penso capiti a tutti. Dovremmo essere più consapevoli di ciò che entra nel nostro corpo, e il digiuno ci aiuta a comprendere l’effetto che il cibo ha su noi e come siamo spesso ossessionati dal mangiare. 

Prima di concludere, vorrei specificare che ci sono diversi modi per avviare il processo di autofagia. La semplice pratica di mangiare meno di quanto il nostro organismo necessiti obbliga il corpo a usare le energie già presenti, innescando così, l’autofagia. Non è necessario digiunare completamente per attivarla. Con le dovute ricerche e la guida di professionisti e medici, il digiuno può essere una pratica salutare e rigenerante.

Anche il digiuno intermittente sta diventando sempre più popolare. Consiste nel digiunare per un determinato periodo durante la giornata, con una finestra temporale in cui è consentito mangiare. Ci sono numerosi studi al riguardo, che esplorano i suoi benefici. Vale sicuramente la pena informarsi e sperimentare questi metodi. 

Commenta se hai provato il digiuno o se vuoi desideri saperne di più. 

Qui un PDF molto interessante da cui abbiamo preso spunti, è in tedesco e va tradotto: https://fasteninfos.de/wp-content/uploads/2020/04/FASTENFIBEL-Anleitung-zum-Fasten.pdf

Fonti del post:

https://www.my-personaltrainer.it/benessere/sale-inglese.html

https://de.wikipedia.org/wiki/Otto_Buchinger

https://www.my-personaltrainer.it/salute/idrocolonterapia.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Autofagia_cellulare

https://www.my-personaltrainer.it/dieta/digiuno-intermittente

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